Ci eravamo dati tre giorni. Ne sono passati dieci, e quando abbiamo caricato gli zaini in macchina per andarcene, la sensazione era quella di lasciare una casa, non una guesthouse.
Cocoville sta sulla spiaggia di Kalkudah nel senso letterale della parola: esci dalla villa, attraversi il portico, e la sabbia comincia lì. Niente strada da attraversare, niente “vista mare” da cartolina scattata col teleobiettivo. Il mare è il tuo giardino.
La villa
Dentro, Cocoville è più di quello che ti aspetti da una guesthouse sulla spiaggia: una villa vera, col soffitto alto che tiene fresca la stanza e un letto king size in mezzo. C’è una scrivania comoda — dettaglio che chi lavora in viaggio nota subito — un divano dove crollare dopo il bagno, e un angolo cucina con lavandino, frigo e bollitore. Fornello niente: qui non si cucina, e va bene così, perché a cucinare pensa la casa (ci arriviamo). Il bagno è ampio, di quelli pensati bene: doccia con la seduta, due lavandini, sanitari separati.
E poi c’è l’aria condizionata — che sulla costa est non è un optional — anche se a settembre l’aria si fa fresca da sola: certe sere resta spenta e basta il vento che arriva dal mare. Fuori, il piccolo portico è il vero centro della vita: è lì che si legge, si lavora, si guardano le barche.
I prezzi sono nella media della zona: non è il resort di Pasikuda e non vuole esserlo. Paghi una villa a dieci metri dall’acqua, e quello che ti porti a casa non sta nel listino.
Il rito della cena
A Cocoville non c’è un menu da cui ordinare all’ultimo: i piatti si prenotano con anticipo, e si cucina per almeno due persone. All’inizio sembra un vincolo. Dopo due giorni capisci che è il contrario: è cucina vera, fatta apposta per te, non un piatto tenuto in caldo. Cucina tipica srilankese, e molto buona: curry che cambiano ogni giorno, e le colazioni che sono diventate il nostro momento preferito — kiribath, il riso al latte di cocco, con il coconut sambol che pizzica il naso, oppure curry già dal mattino, come si fa qui.
Dieci giorni così e il ristorante “vero” non ci è mai mancato.
Lavorare con il mare davanti
Il wifi della struttura prende poco — inutile girarci attorno. Ma è un problema risolto: una SIM Mobitel copre bene la zona, e noi avevamo Starlink, che dal portico trasformava la spiaggia in un ufficio con la migliore vista della nostra vita. Se lavori da remoto, Kalkudah si può fare — l’abbiamo raccontato anche nella guida.
Le cose che non dimentichi
Il bagno delle otto di sera, quando la spiaggia è tutta tua. La capretta che si era persa dietro una noce di cocco, riportata al gruppo belandole dietro. Le barche dei pescatori che rientrano al mattino. Dieci giorni in cui la giornata più piena è stata quella in cui non abbiamo fatto niente.
Torneremmo?
Domani. Cocoville non è per chi cerca la piscina a sfioro e il buffet internazionale — per quello c’è Pasikuda, una baia più in là. È per chi vuole svegliarsi col rumore del mare, mangiare quello che cucina la casa e scoprire che dieci giorni passano come tre.